Questo maledetto mondo moderno, ti fanno credere che crescere sia un comportamento a rischio. La moda ti vuole adolescente. Ma io che sono un batterista credo nel tempo, e nell’esistenza vedo un senso diverso e naturale. Così, nella vita di un uomo che sceglie di diventare adulto, l’elenco dei gesti coraggiosi è infinito: pagare il canone Rai, solo per fare un esempio. In questa pazza corsa verso il domani ciascuno, a suo modo, è artefice del proprio destino, e anch’io ho fatto la mia scelta definitiva. Diventare papà. Così, a tutti quelli che venerdì saranno a Brescia, sopra e sotto al palco, con la scusa di andare ad un concerto degli Amari – ma con la voglia di diventare grandi – spiego la mia assenza. Non un addio. Ci rivediamo a maggio. Vostro, Colibrio.
Dario di bordo
October 20, 2009 2 comments
3 ottobre 2009, Amari@Edera// Codroipo(Udine)
Questa è la data zero, espressione che per chi sta suonando significa: «Oh Gesù, adesso quel tipo là tra il pubblico si arrampica sul palco e mi spacca la faccia!». E non è che sia una frase spensierata. Anzi, per una band questa è una tipica frase esistenziale, uno di quei pensieri che nascondono tutto quello che nella vita abbiamo fatto, quello che stiamo facendo e quello che sarà di noi. In questa eterna lotta tra le forze del bene e le forze del male che chiamiamo Musica il musicista vuole dare tutto, e ci crede. Durante un concerto, quando ti stai dimenando come un cretino e il tuo volto è quello di un uomo che non ha digerito il frico, devi per forza misurarti con te stesso: magari un parente ti sta guardando. In questi momenti, senza maschere e come un nervo scoperto, il musicista è vulnerabile alle reazioni del suo pubblico, e durante una data zero, quando suoni delle canzoni per la prima volta, ti senti ancora più indifeso; ti chiedi: questo brano piacerà? non piacerà? che cosa pensa questa gente di noi? La soluzione a questi dubbi è sempre la stessa, chiudere gli occhi e lasciarsi andare, posseduti da una forza bizzarra e messa sotto i riflettori. La risposta alla paura è il coraggio. Siamo contenti di com’è andata questa data zero, eravamo così pieni di coraggio che più di qualche volta ho letto negli occhi di chi ci stava guardando: «Oh Gesù, adesso quel tipo là del gruppo scende dal palco e mi spacca la faccia!». Sicuramente quel tipo là del gruppo era Dario. Siamo molto contenti di com’è andata questa data zero. Questo è Poweri!

Fine 2009, eravamo sudati. Dopo il concerto abbiamo spento l’insegna al neon – una scimmia innamorata con un cuore e una lacrima sempre pronti all’uso – quindi abbiamo ripiegato i vecchi vestiti. Dopo un’inverno passato a registrare canzoni in un bosco eccoci qua, siamo ritornati al momento che ogni gruppo ripetutamente aspetta: il disco nuovo, la partenza del nuovo tour. L’unica differenza è che ora siamo ancora più Poweri. Poweri noi!

Grazie Giuggi, le tue foto sono sempre capaci di catturare l’anima delle persone…
Marcopiano a.k.a. Tocci a.k.a. Rancorozzi
March 13, 2008 10 comments
Carta, forbice, sasso: nel tempo l’uomo ha saputo coniare parole pazze eppure capaci di descrivere qualunque cosa. Ma adesso è difficile – quasi impossibile – trovare un termine adatto a restituire il vuoto che lo scorso Dicembre Marco ci ha lasciato, scendendo dall’allegria furibonda del nostro furgone, spegnendo il suo amplificatore per l’ultima volta: Marco se ne è andato e non ritorna più, il treno delle sette e trenta senza lui… Peccato, perchè Marcopiano sapeva amare. E soprattutto perchè in ogni Tour la compagnia di un ingegnere è importante; meglio se intelligente ed energico come lui. Simile al Purosangue bretone, ma con arti più robusti, avambracci da competizione e capezzoli sensibilissimi: un ginnasta olimpico con un cervello della madonna. Me lo ricordo, in camerino, dare ripetizioni di matematica a sé stesso, con gli occhi di un giovane Rambo che si ricuce il braccio, e poi dire che “la carne di via delle Pescherie non è affatto fresca”. “Un giorno tornerò in Friuli, nel mio piccolo mondo antico”, aggiungeva sudando dalle mani. Erano altri tempi. Mi dico che per noi adesso vivere è meglio, senza l’odore delle sue magliette intrise di palcoscenico, e senza l’uomo che è sempre stato l’unico a salutare tutte le volte in cui abbiamo incrociato una cinquecento gialla con DUE suore dentro. Ma la realtà è un’altra, perchè se è vero che spesso l’ho sorpreso ad annusarsi i calzini, è anche vero che, il giorno in cui l’ho conosciuto, quel ragazzo stava liberando un cerbiattino da una tagliola. E nel farlo piangeva. Ciao Marco, ciao. Di te adesso diranno cose assurde: che ti sposerai, che imparerai a suonare. Forse farai pure dei figli, ma noi ti vogliamo ricordare così come sei sempre stato, in continua competizione con te stesso. E problematico. Un Amaro.
Down by Live! Appuntamento a Roma
December 19, 2007 7 comments
Assolutamente! Fare il musicista non è un’impresa facile. In questa Italietta di inizio millennio, mentre il sistema dimostra tutta la sua precarietà, vivere di musica vuol dire rabbia, frustrazione e fame. E sete. Tuttavia ci sono dei momenti in cui i sacrifici si stemperano in un timido senso di quiete; piccole gioie che ti ripagano veramente…
Sabato 8 dicembre. Torniamo al Circolo degli artisti dopo tanto tempo e per partecipare ad una serata ricca di eventi: si parte con la Huragano Toy Night, party pensato per i designer toys ma rivolto “a tutti gli amanti delle cose belle”. Ben presto esplodono le tecno tarantelle dei fantastici My Radio Boy a cui segue il nostro Live ed un classicissimo Faresoldi Djset. Ma tutto quello che abbiamo visto e sentito durante questo trasgressivo sabato sera, le parole che abbiamo pronunciato e la musica che abbiamo ascoltato, tutto si sarebbe spento nell’ennesimo giro di Pampero-pera, se rientrati in camerino non avessimo visto Nora…

Down by Live! Appuntamento a Pavia
December 13, 2007 no comments
Se ci sembra incredibile leggere sui giornali di una madre che dimentica il figlio in autogrill o dal piadinaro, accorgersi di aver lasciato a casa parte della strumentazione è ancor più difficile da digerire. Ma prima o poi sarebbe successo.
Venerdì 7 dicembre. Oggi suoniamo allo Spaziomusica, in una Pavia familiare abitata anche da vecchi amici, e durante l’allestimento del palco ci accorgiamo di aver dimenticato a Udine un’importante elemento della strumentazione. Piano di emergenza, stasera ci reinventiamo! per cui dobbiamo bere: vino, rum, birra e dal “di nuovo vino!” dell’allegra cena con gli amici Phidge passare al palcoscenico. Ci riusciremo? Purtroppo sì!
Oltre alla signora che ci ha cucinato la cena un grazie va anche a Sebastiano che con una testimonianza fotografica ci dimostra come le Scimmie d’amore vivano in branchi, e non isolate come invece credevamo.





