Non è il video che oramai dovreste conoscere a menadito, questo è il giornale vero, e da oggi lo trovate in edicola per tutta la settimana, oltre alla copertina che abbiamo scansionato e messo qui, un paginone centrale con una mega intervista che come recita lo slogan del settianale “costa poco e dice tutto”.

La radio dell’università di Verona lo scorso dicembre ha intervistato gli Amari, tutta la verità, nient’altro che la verità in questo podcast imperdibile!


Gli Amari suonano ad un party Rockit? Dopo la stroncatura “record d’incassi” di Wad a “Poweri” degli Amari la discussione si è spostata dal disco ai massimi sistemi. Poi Rockit decide di inserire il gruppo nella line-up del party di fine anno Gelato al Veleno (il 19 Dicembre al Magnolia di Milano). E gli Amari accettano di suonare? Gli Amari non sono finiti? Dal vivo il disco suonerà bene? Ha ragione Federico Dragogna dei Ministri? X Factor ha decapitato il giornalismo musicale italiano? Gli Amari parteciperanno alla prossima edizione del talent show? Gli Amari faranno il grande salto? E dove? Tutte le domande che pensavate non avremmo mai fatto agli Amari in un’intervista che potevamo benissimo non fare.
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We’ve been invited to do some live songs at IN ORBITA by our friend Ricky Russo @ Radio Capodistria, in our neighbourhood Slovenia, this 9th Dicember, live on radio (and interview, on streaming here: www.radiocapodistria.net


Due nuove interviste fresche fresche per voi questo lunedì, ancora cotti dal weekend su e giu per lo stivale ve le linkiamo al volo prima di svenire!

BlogMag:
Sono i pionieri italiani del pop sbagliato: un miriade di ispirazioni prese inogniddove per creare brani (più o meno!) perfetti. Sono gli Amari e, se ancora non li conoscete, beh, sappiate che hanno dominato la scena della musica indipendente degli ultimi cinque anni nel nostro Paese. Abbiamo intervistato i leader del gruppo, Dariella e Pasta, per saperne di più sul loro nuovo Poweri e su come hanno intenzione di fare per conquistare il mondo.
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Freak Out:
Tanto per non cominciare con le solite cose, partirei da quello che si sente spesso dire di voi. Che siete diversi, divertenti e inadeguati rispetto al contesto in cui si muovono tutti gli altri musicisti. Ma voi vi sentite veramente così?
Diciamo che per noi è sempre stato difficile inserirci in qualsiasi scena. Sul finire dei
‘90, nel momento in cui abbiamo iniziato a scrivere i nostri primi “esperimenti”, era
difficile pure suonare dal vivo per una band che al posto del classico batterista aveva
magari un sampler Akai, o un Roland 808!! Poi immagina…enfasi hip hop, arrangiamenti elettronici e follie post rock! Voglio dire… Pitchfork non aveva ancora sdoganato Jay Z agli indierocker! Divertenti, vuoi per le sagome sul palco, vuoi per la farraginosità del nostro setup credo che lo siamo sempre stati… aggiungerei “buffi” se ce lo concedi.
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