2005 was a magical period for Italy and indie music. Thanks to mysterious tv networks that came from out of the blue like pirate stations on the tube with a non stop of indiependent local an international acts, underground parties and a bloom of local labels, some new interesting acts managed to emerge from the midst of our plains. One of those bands managed to hold on in time keep on emproving songs and sounds. With their new album “POWERI” (a mesh up of Power and the Italian word for poor Poveri) they’re trying to share their alchemies of rock and elettronica with the rest of the World. Their name is Amari. Here’s my interview with Il Pasta.
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Questi Amari NON si devono bere con moderazione. Intervista a Pasta e Dariella.
di Maria Giulia Sorci
Se la birra è buona ghiacciata, preferibilmente alla spina, e il cocktail “va bevuto responsabilmente”, gli Amari, da che mondo è mondo, vanno buttati giù tutti d’un fiato. Scorrono per la gola bruciando, con quell’ingannevole profumo di antico toccasana che poi risale su e ti convince di essere in allegra piena digestione. Piuttosto, ti stai felicemente ubriacando. Non saprei dire se Amari, all’origine, stesse per “amari”, certo è che quei cinque pettinati bravi ragazzi di Udine sono davvero “un rimedio al logorio della vita moderna” (cfr.Rolling Stone) e quello che sembrerebbe uno scontato paragone, non è del tutto un comodo caso.
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Ed eccoci qua a spiegare meglio su Marie Claire il come, il dove e il perchè di un disco come POWERI!!
(intervista di Paola Di Marcantonio)
“Sono Amari, italianissimi, farraginosi e producono “pop sbagliato”. Ebbene, in certi casi (come in questo), tutto è il contrario di tutto. Perché la band friulana, celebre per ritornelli smart e grafiche policrome, è forse una delle sporadiche dimostrazioni di come sia possibile mescolare tradizione nostrana e hype extraitalico, senza risultare out-of-place. E ora che tornano con Poweri, nuovo (settimo) album (marchiato ovviamente Riotmaker Records) lo fanno in grande stile, coraggiosi più che mai. Di cosa? Di essere più maturi, forse. Solo? No. Ne parliamo con Dariella e Pasta, che ci (r)assicurano: «Poweri è il risultato dell’attrito tra schizofrenia metropolitana e tranquillità rurale». Ma anche di stimoli esterni, incoscienza, ascolti onnivori e critiche sociali. Di passione, insomma.
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Gli AMARI di Udine hanno presentato, ieri sera al “Barcolana Music Festival”, in piazza Unità a Trieste, il nuovo album «Poweri»: un mix di pop, hip hop, electro, funk, indie-rock, che uscirà il 16 ottobre, per la loro etichetta Riotmaker, distribuita dalla Warner.
«”Poweri” è un titolo arrivato di botto! racconta Pasta, voce e tastiera degli Amari. Che prosegue: «Suonava subito bene, giocava fra l’inglese e l’italiano, un po’ come le due anime del disco, e rappresentava questo feeling che sentivamo di dover esprimere, cioè potenza, ma con qualche ammaccatura».
Che novità ci sono?
«Abbiamo avuto, finalmente, la possibilità di scrivere tutto in studio, concedendoci lunghe jam session notturne, riascoltandole e poi “pettinandole”: forse questo ha aggiunto un feeling più suonato ai pezzi; abbiamo potuto dedicarci maggiormente ai suoni, usando un sacco di microfoni per la batteria, sintetizzatori analogici e, più o meno, tutte le idee che ci sono venute in mente. Per quanto riguarda i testi, come sempre scritti da Dariella e me, posso dire che sono stati spesso chiusi a quattro mani».
Avete inserito diversi pezzi in inglese…
«L’idea era di fare un disco per metà in italiano e per metà in inglese, da un lato approfittando di qualche testo nato naturalmente in inglese, dall’altro raccogliendo l’input di parecchi blog e band straniere che ci hanno spinto a provare».
Nel primo singolo c’è Dargen D’Amico, com’è nata la collaborazione?
«Con Dargen c’è un rapporto di stima che va avanti da parecchio tempo. Lo abbiamo conosciuto attraverso il vecchio mixtape dei Crookers dove figuravamo entrambi, da allora l’idea di chiamarlo per un pezzo c’è sempre stata. In “Dovresti Dormire” abbiamo trovato il beat giusto da proporgli».
Vivete sempre a Udine? Qual è la formazione attuale?
«Attualmente abbiamo un amaro a Milano, uno ad Aviano, due a Udine e uno a Palmanova. Rispetto al disco precedente, “Scimmie d’Amore”, la novità è Enrico Berto, ragazzo prodigio chiamato a sostituire Marcopiano. Berto era il vecchio chitarrista e tastierista di Bugo, ci siamo incrociati su vari palchi e la scelta è caduta subito su di lui. Quando poi ha messo in piedi un fantastico studio nei boschi sopra Maniago, è stato ovvio registrare lì».
Che aspettative avete su «Poweri»?
«Non ci facciam prendere dall’ansia direi, in questo disco abbiamo voluto esser noi stessi al 100%, divertendoci a farlo ed ora – finalmente! – a suonarlo, spero che questo traspaia dai nostri sorrisi quando ci vedrete in concerto!».
La Riotmaker è ormai un marchio di qualità, quali sono le vostre prossime mosse?
«Per quanto riguarda gli Amari abbiamo un sacco di remix in cantiere, durante i prossimi mesi li pubblicheremo qui e là, per ora non possiamo dire altro! Il Carnifull Trio sta uscendo con il secondo Ep in free download (proprio il 16 Ottobre) e stiamo lavorando a nuovo materiale per Fare Soldi, insomma non ci annoiamo mai!»
Ricky Russo, intervista pubblicata (in parte) sul quotidiano IL PICCOLO 9.10.2009.
AMARI e CARNIFULL TRIO saranno ospiti prossimamente delle “IN ORBITA SESSIONS” su TV/RADIO CAPODISTRIA: www.myspace.com/inorbita
C’è voluto un pò per tradurre i nostri neurodeliri in inglese, ma i ragazzi di NONE’CHIARO ce l’hanno fatta e dopo la serara di dicembre al Circolo degli Artisti con Santogold, hanno montato e messo online sul nuovo portale SPINHEART questa bella intervista, accattatevilla e scoprite cosa dovete aspettarvi dai “prossimi” Amari!